Dimmi di cosa ti vanti e ti dirò di cosa sei privo.
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Carlos Ruiz Zafón (via lasbronzaconsapevole)
L’amore ai tempi dell’instant messaging.

L’amore ai tempi dell’instant messaging.

Il colore è tutto dentro.

Il colore è tutto dentro.

500 anni di ritratti femminili in 3 minuti.

Life is too short to be unhappy in business. If business were not a part of the joy of living, we might almost say that we have no right to live, because it is a pretty poor man who cannot get into the line for which he is fitted.
"
George L. Brown
Cose da sapere

solosilvia:

Qualche mese fa ho chiesto ad una persona, abbastanza conosciuta su questa piattaforma, se potesse pubblicare un mio pensiero a suo nome.

Non avevo il coraggio di metterci la faccia e mi sono riparata dietro scuse opinabili.

Ieri sera ho parlato con una Donna maiuscola.

È stata picchiata e violentata dal suo ex compagno.

È una Donna maiuscola perché non si ripara dietro certe cazzate.

Va avanti per la sua strada, tiene la testa alta e negli occhi porta la vita.

Così, dopo una notte di merda, ho deciso di parlare.

Il 19 Dicembre saranno passati quattro anni.

Un tempo sufficiente ma per cosa non l’ho ancora capito.

Ricordo benissimo gli sguardi della gente con cui parlavo. Ancora oggi leggo il disagio nei loro volti.

Pare siano argomenti scomodi e lo posso anche comprendere.

Parlarne con distacco, come leggessi un saggio ad alta voce, è stata per anni la mia arma.

Ma le persone si disorientano.

“Ma come” pensano, “c’è una tizia che racconta un film horror come la trama della Sirenetta”.

Va a finire che sei matta, sei fredda, sei insensibile. Sei matta un’altra volta.

E allora te la sei cercata.

E allora così male non stai.

Così male non ti ha fatto.

Le persone vogliono le tue lacrime, vogliono i tuoi lividi e il tuo dolore.

Se riprendi a scopare sei un mostro.

“Ti è piaciuto allora, vero?”

Probabilmente sto divagando.

Probabilmente era il 17 Dicembre.

Fatto sta che dopo aver passato quattro ore avvolta in un asciugamano, col culo sul pavimento e la schiena contro il calorifero, mi sono vestita e sono andata ad una festa di laurea.

Il giorno dopo ho preso la macchina; gita turistica al consultorio e pomeriggio in un centro anti violenza.

Esami, fotografie, resoconti dettagliati e giretto da una psicologa.

Ero in trance.

Ero lucida. Troppo lucida, direbbe uno psichiatra.

Lo stesso pomeriggio mi ha chiamata mia madre. Il Natale si stava avvicinando e mi chiedeva di andare a comprare i regali per tombolata.

Ci sono andata.

Sono tornata a casa e ho fatto tanti bei pacchettini colorati.

Poi è arrivato il pranzo. Sorrisi, abbracci, cibo buono e spumante.

Ho raggiunti gli amici storici in un locale per lo scambio degli auguri.

Ce ne stavamo fuori a fumare e qualcuno mi ha chiesto come stessi.

“Bene” ho risposto, “una settimana fa sono stata violentata”.

Qualcuno ha fatto finta di non sentire, qualcuno si è gelato e qualcuno è rimasto.

Sono seguiti giorni strani.

C’era chi mi ospitava per la notte, chi mi chiamava per il giorno, chi chiedeva e chi non capiva.

Stavo bene, credo.

Sono stata bene per anni.

Mi sono fatta la mia vita, ho avuti uomini, sono stata in Africa, ho continuato a fare lavatrici e infine mi sono laureata.

Mia madre ha saputo tutto solo quest’inverno.

Mio padre un mese fa.

Ho visto un Uomo piangere.

Io non so il dolore che possa aver sentito.

Non lo so come un padre possa immaginare la figlia sequestrata e stuprata.

Non lo so.

So che adesso non ho segreti.

So che posso continuare a parlarne come una favola che non mi appartiene.

So che scriverne è meno facile.

So che andava fatto.

Ma non solo per me.

Non solo per te.

Di fatto, non esiste pazzia senza giustificazione e ogni gesto che dalla gente comune e sobria viene considerato pazzo coinvolge il mistero di una inaudita sofferenza che non è stata colta dagli uomini.
"
Alda Merini (via kindlerya)